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Premessa: Cos’è il buon senso?

Il buon senso è quella forma di intelligenza pratica che non si insegna sui libri, ma si coltiva con l’esperienza, l’osservazione e il rispetto. È quella voce interiore che ci invita a rimandare la partenza quando il cielo minaccia tempesta, o a restare in porto quando il mare mostra i denti.

Non è paura, non è prudenza eccessiva. È la capacità di valutare una situazione e agire con responsabilità, anche quando nessuno ci obbliga. È ciò che distingue il diportista consapevole da chi si affida solo alla fortuna.


⚠️ Incidenti in barca: quando il mare punisce la leggerezza

Ogni estate, il mare è teatro di incidenti evitabili. Non si tratta solo di condizioni estreme, ma di scelte sbagliate, sottovalutazioni e gesti impulsivi. Ecco alcuni esempi pratici in cui il buon senso avrebbe potuto fare la differenza:

🚤 Esempi concreti:

  • Partire con previsioni meteo incerte “tanto è solo vento”
    Una perturbazione può trasformare una gita in una situazione di emergenza. Onde alte, visibilità ridotta e vento forte mettono in difficoltà anche i più esperti.
  • Affidare la barca a un amico inesperto “giusto per provare”
    Una manovra sbagliata in porto può causare danni a imbarcazioni vicine, ferite all’equipaggio o cadute in acqua. La barca non è un simulatore.
  • Navigare di notte senza luci funzionanti o rotta pianificata
    Il buio nasconde ostacoli, boe, reti da pesca e scogli affioranti. Senza strumenti affidabili, si naviga alla cieca.
  • Sottovalutare il carburante necessario per il ritorno
    “Ce la facciamo” è una frase che ha preceduto molti soccorsi in mare. Il calcolo del carburante deve includere imprevisti, correnti e manovre.
  • Lasciare bambini o ospiti inesperti liberi in coperta durante la navigazione
    Un’onda improvvisa può sbilanciare chi non ha equilibrio o esperienza. Senza briefing e dispositivi di sicurezza, il rischio è altissimo.
  • Ignorare le regole di precedenza o entrare in porto a velocità sostenuta
    Le collisioni in rada o in porto sono tra le più frequenti. Il buon senso impone lentezza, attenzione e rispetto per gli altri diportisti.
  • Navigare con mare formato “perché abbiamo già affrontato di peggio”
    L’arroganza è nemica della prudenza. Ogni uscita è diversa, e il mare non premia la presunzione.

Il buon senso come strumento di bordo

Agire con buon senso significa:

  • Fare un check completo prima della partenza: motore, dotazioni di sicurezza, radio, carburante.
  • Informare l’equipaggio sulle manovre e sui comportamenti da tenere.
  • Rispettare le distanze di sicurezza da altre imbarcazioni e dai bagnanti.
  • Evitare l’alcol durante la navigazione: il mare richiede lucidità.
  • Tenere sempre a portata di mano le dotazioni di emergenza: razzi, boe, VHF,
  • Conoscere la cartografia nautica, non affidarsi solo al GPS.
  • Pianificare la rotta e avere sempre un piano B… anche C!
  • Segnalare è sopravvivere: l’importanza di una tromba portatile o di un fischietto
    In mare, farsi notare può fare la differenza tra un piccolo imprevisto e una situazione critica. Quando gli amici fanno il bagno vicino alla barca ed un’imbarcazione si avvicina troppo e troppo velocemente , un semplice fischietto può diventare uno strumento di salvezza.

Conclusione: navigare con testa e cuore

Il mare è libertà, bellezza, avventura. Ma è anche forza, imprevedibilità e rischio. Il buon senso non toglie il piacere della navigazione: lo protegge. È il salvagente invisibile che ci accompagna in ogni scelta, in ogni rotta, in ogni onda.

Navigare con buon senso significa vivere il mare con rispetto, consapevolezza e intelligenza. E tornare sempre a terra con il sorriso.